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A febbraio verifica lo stato dei vassoi

Il mese di febbraio, nelle belle giornate, ci riporta in apiario per la verifica dei vassoi; ormai da anni abbiamo imparato a leggere e a decifrare le bricioline che li ricoprono, naturalmente devono essere stati obbligatoriamente puliti qualche settimana prima.

 

Fondo Arnia
Fondo Arnia

I vassoi

Nelle zone del nord Italia dove le temperature sono ancora fredde, l’unico modo per interloquire con le api sono proprio i vassoi: le righe longilinee di piccole scorie di cera indicano che la famiglia si sta alimentando in forma corretta e dal loro numero e la loro lunghezza possiamo definirne anche la potenzialità.
La caduta di grosse scaglie di cera distribuite in tutto il vassoio, stanno ad indicare che molto probabilmente la famiglia sta subendo un saccheggio; in questo caso necessita una visita urgente e, se non siamo in grado di farla subito, la cosa migliore è restringere l’entrata e se il tempo, nei tre giorni precedenti è stato molto rigido, spostare l’alveare di posizione allontanandolo di due o tre metri.

L’osservazione delle porticine d’entrata degli alveari, è più decisamente indicativa per capire cosa succede all’interno: se ci sono api che rientrano con le cestelle cariche di polline, significa che la regina nel piccolo spazio lasciato libero dalle api all’interno del glomere ha già incominciato il suo lavoro di ovo deposizione.

 

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Predelino di entrata

 

L’importanza dell’alimento

A noi rimane il compito di accertarci se le api hanno alimento sufficiente per poter superare gli ultimi rigori dell’inverno, soppesiamo le casette alzandole da un lato e rendiamoci conto di quante scorte possono contenere. Da questo periodo in poi potremo porre del candito sopra il foro del nutritore presente sul coprifavo (normalmente dal giorno di San Valentino comincio ad alimentare le mie famiglie), certamente verranno delle giornate soleggiate e in quei giorni le api, abbandonando il glomere, saliranno per prendersi l’alimento e deporlo in prossimità di una eventuale covata. Non dobbiamo dimenticarci che da questo mese in poi il consumo di alimento raddoppia di mese in mese fino alle prime fioriture.

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Restringere la camera di covata per mantenere il calore

Dopo la metà del mese, se le temperature superano i 12-15 gradi, possiamo azzardare, nelle ore centrali della giornata, qualche visita veloce. Si comincia a visitare quelle famiglie che nei precedenti periodi ci avevano lasciato dei dubbi di sviluppo o di sopravvivenza, in ogni caso la parola d’ordine in questo periodo è STRINGERE : sì senza indugio dobbiamo restringere la camera di covata, portando all’esterno dei diaframmi non solo i telaini abbandonati dalle api ma anche il telaino che ha solo la facciata interna coperta.
In questo periodo la famiglia sta allevando covata ed ha bisogno di molto caldo, ci sarà tempo per allargare; quando a casa nostra abbiamo freddo chiudiamo le porte delle stanze, ossia cerchiamo di contenere il calore all’interno di un ambiente ristretto, perché non fare lo stesso con le nostre amiche api?

 

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